A margine dell'assemblea dei soci della Banca Popolare Pugliese svoltasi domenica 28 aprile presso il Teatro Italia di Gallipoli, abbiamo intervistato il direttore generale Vito Primiceri.

"I risultati che abbiamo presentato all'assemblea dei soci per il 2012 - ha commentato il dott. Primiceri - ci lasciano sufficientemente soddisfatti. L'utile netto, che è la sintesi ultima dell'efficacia della gestione di un'azienda, si attesta a poco meno del 5% di ROE, un livello di redditività del capitale investito che, di questi tempi, sembra degno di nota. Questo risultato è stato conseguito nonostante alla banca sia stata sottratta una fetta importante di raccolta (pari a circa 140 milioni di euro), a causa di un provvedimento legislativo che ha riversato verso la tesoreria unica tutti i depositi degli Enti pubblici. Nonostante queste difficoltà e la congiuntura negativa, nel 2012 la banca ha continuato a fare credito all'economia locale, intesa come imprese e famiglie, registrando una crescita del 2,43% degli impieghi verso clientela che ha così raggiunto quota 2 miliardi e 281 milioni di euro. Anche se gli indici di rischiosità che sono aumentati a livello generale, nel caso della Popolare Pugliese rimangono ben al disotto della media del sistema locale e in alcuni casi anche al di sotto di alcune banche nazionali".
Il sistema creditizio italiano sembra afflitto da una crisi strutturale che non pare allentarsi, come giudica la situazione delle banche italiane?
"L'aumento del costo della raccolta è una derivata diretta dell'aumento dello spread; così come la sofferenza della maggior parte delle imprese e di molte famiglie italiane ha generato il significativo aumento del credito deteriorato, comportando in maniera immediata e diretta l'aumento delle rettifiche sui crediti.
Un sistema economico che non cresce, genera impieghi che conseguentemente non crescono: inoltre il credito che le banche hanno erogato in passato, vede aumentare considerevolmente la propria rischiosità e quindi le rettifiche. In questo contesto è evidente che tutto il sistema bancario soffre in termini di redditività.
Da questa situazione il sistema bancario italiano potrà uscire quando le condizioni del sistema nazionale si saranno ristabilite, sia per il probabile effetto positivo sul differenziale tra i tassi interni e quelli dell'Europa più progredita, sia perché la ripresa dell'economia provocherà una maggiore stabilità delle imprese e quindi una maggiore "qualità" dei crediti, o per dirla in maniera più diretta delle perdite sui crediti".
Famiglie e giovani sembrano sprofondare in un impoverimento sempre più grave. Quali misure sta adottando la Banca Popolare Pugliese per andare incontro alle esigenze di queste due categorie?
"Le conseguenze della decrescita che sta colpendo l'economia nazionale ormai da tre anni, si è riverberata sulla tenuta di molte imprese e, di conseguenza, su di un aumento abnorme del numero dei disoccupati, con una particolare sofferenza a cui vanno incontro i giovani in cerca di lavoro, con percentuali che superano abbondantemente il 30%.
Le strategie che può mettere in campo una banca locale non possono pensare di risolvere problematiche di questa portata ma possono continuare a dare ossigeno alle imprese, contribuendo a limitare l'incremento della disoccupazione, tenendo sempre presente l'esigenza di guardare alla qualità oggettiva dei destinatari.
La scommessa che in questo momento una banca è chiamata a fare di fronte al grande numero di aziende in crisi è quella di valutare correttamente quali imprese saranno in grado di farcela alla fine di questo tunnel, e quali purtroppo nel corso del tunnel saranno destinate a soccombere. Questa è una scommessa che vede impegnata tutta la professionalità degli operatori di una banca. La conseguenza è che delle scelte vanno comunque fatte; ma per tutte le imprese che si ritiene che abbiano un futuro, gestite da imprenditori seri, preparati e corretti, la banca sta continuando ad erogare il credito".
Da direttore di una banca del Sud, quale suggerimento si sentirebbe di dare al nuovo governo Letta per il rilancio del Mezzogiorno?
"Le ricette sono molto variegate e, in qualità di operatore del sistema economico locale non è mio compito dettare l'agenda al Governo. Ritengo però che i punti messi ben in chiaro dal gruppo di esperti insediati dal presidente Napolitano possano fornire risposte efficaci sia sul piano istituzionale che sul piano più strettamente economico.
Più in generale mi sento di dire che l'operosità di noi italiani, in questo momento mortificata da un clima anche psicologico particolarmente pesante, potrebbe reagire bene, ben al di la della portata del singolo provvedimento, se solo gli operatori scoraggiati e in difficoltà cominciassero ad avere fiducia che abbiamo girato l'angolo della crisi e si può guardare al futuro con più ottimismo.
Gli effetti positivi non sarebbero sono quelli scaturiti dalle iniziative del governo ma anche quelli che derivano da una maggiore fiducia, operosità e investimento che potrebbe derivare da una massa enorme di operatori".
Quante famiglie riescono ancora a risparmiare? E quale deve essere il ruolo di una banca per aiutare i piccoli risparmiatori?
"Le famiglie in questo contesto in effetti non riescono a risparmiare e l'andamento della raccolta delle banche ne è la prova di immediata percezione. Ciò nonostante la BPP è riuscita a contenere molto la riduzione della raccolta che si è fermata a un -0,1%, nonostante la tesoreria unica di cui ho già fatto cenno nella prima risposta.
In generale molte famiglie stanno attingendo ai risparmi accumulati in passato, Naturalmente non si può generalizzare: ci sono famiglie più fortunate con maggiori capacità di reddito che continuano a risparmiare, ma in generale il dato segna una sofferenza.
A differenza di altri enti creditizi, la BPP può contare su di una grande forza rappresentata da oltre 30.000 soci che in larga parte sono anche clienti.
Nostro obiettivo è stato sempre quello di perseguire una sorta di identificazione tra interessi dei soci e clienti perché dalla somma di questi interessi deriva una grande richiesta di efficienza per la banca, costretta a conciliare interessi apparentemente contrapposti: il Socio, in quanto investitore, è attento ai dividenti. Il Cliente in quanto utilizzatore dei servizi bancari e del credito concesso dalla banca, è attento ai costi.
Apparentemente si tratta di interessi in contrasto, da qui lo sforzo di conciliare posizioni apparentemente inconciliabili.
Fino a questo momento anche giudicare dal consenso che ci è venuto in tutte le ultime assemblee e dal confronto quotidiano con i nostri clienti e soci, desumo che lo sforzo della banca è considerato efficace. Ovviamente siamo quotidianamente impegnati a fare del nostro meglio".