La mia Banca. SOLIDA!

Da sempre ci siamo posti l’obiettivo di essere concretamente percepiti una "Banca Popolare" che per noi significa rappresentare il punto di riferimento per le numerose Famiglie e Imprese che hanno scelto la nostra Banca per depositare i risparmi o per la realizzazione dei propri progetti di vita.

Consapevoli della grande responsabilità sociale che tutto ciò comporta, abbiamo sempre ispirato ogni comportamento e la gestione dell’Azienda a criteri di prudenza e correttezza e siamo orgogliosi di evidenziare che oltre alla solidità morale anche i nostri numeri esprimono questi valori. 

Nel contesto di particolare rilevanza mediatica per l’introduzione della nuova normativa sulle banche, ci auguriamo possa ritenere utile conoscere meglio la situazione della Banca Popolare Pugliese.

Come riconoscere la solidità di una banca?

La solidità di una banca è misurata dal CET1 Ratio, acronimo di Common Equity Tier 1 Ratio, che rappresenta il rapporto tra il capitale primario di classe 1 a disposizione di una Banca e le sue attività ponderate per il rischio. Più è alto questo parametro, più è solida la Banca.

La soglia minima del CET1 Ratio fissata dagli Organi di Vigilanza per Banca Popolare Pugliese è del 5,7%; al 31 dicembre 2016 il CET1 Ratio della Nostra Banca è pari al 14,30%.

Tale coefficiente supera ampiamente il minimo richiesto dalla Banca Centrale Europea (BCE), oltre i livelli medi delle banche italiane e si colloca tra i più alti di mercato.

COSA CAMBIA?

La nuova normativa consentirà di gestire l’eventuale crisi di una Banca attraverso l’utilizzo di risorse del settore privato (cd Bail-In), evitando, a differenza di ciò che era previsto in precedenza, che il costo dei salvataggi possa gravare sui Contribuenti (Bail-Out).

COSA SIGNIFICA BAIL-IN?

Il Bail-In, letteralmente “salvataggio interno”, è lo strumento che consente all’Autorità (Banca d’Italia) di intervenire, al fine di minimizzare gli impatti operativi dovuti a un eventuale dissesto della Banca, presso gli Istituti in difficoltà utilizzando il capitale privato.

COSA E’ IL BAIL-IN?

Il Bail-In consiste nella svalutazione di alcune categorie di crediti vantati da terzi nei confronti della Banca o nella loro conversione in Azioni per riassorbire eventuali perdite e ricapitalizzare l’Istituto.

CHI INTERVERRA’ IN CASO DI BAIL-IN?

In linea diretta tutti coloro che hanno rapporti con l’istituto in difficoltà. Ovviamente c’è una graduatoria:

  • in prima battuta interverranno gli azionisti degli Istituti di credito coinvolti;
  • in un secondo momento, saranno chiamati a fare la propria parte gli obbligazionisti;
  • in ultima battuta e soltanto se necessario, toccherà ai correntisti che hanno depositi superiori a 100.000,00 euro.

Sotto questa cifra continua a valere la garanzia sui depositi.

Anche per gli obbligazionisti serve una puntualizzazione: non tutte le obbligazioni sono uguali e quindi non tutti i possessori si trovano sullo stesso livello.

La direttiva stabilisce che, prima, dovranno intervenire i detentori di obbligazioni subordinate, poi i possessori di obbligazioni (comunque emesse dal medesimo istituto in difficoltà) appartenenti alla categoria “senior”.

Soltanto nel caso in cui, nonostante il ricorso agli azionisti e agli obbligazionisti mancassero ancora fondi, allora verrà intaccata la liquidità disponibile su conti correnti – libretti di deposito – certificati di deposito – conti deposito, esclusivamente per la parte eccedente i 100mila euro.

Nel caso di deposito cointestato la garanzia varrà per tutti i titolari, con il limite cumulativo di 100 mila euro a testa.

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